Cicatrici e psiche: l’impatto da non sottovalutare

Cicatrice e psiche spesso hanno un rapporto negativo, lo dice anche un sondaggio condotto da Opinion Health nel Regno Unito su 1000 persone. L’impatto psicologico di una vita “segnata” da una cicatrice su alcuni pazienti può essere così pesante da influire negativamente nella percezione di sé e diventare una reale preoccupazione. Alcune persone infatti possono addirittura cadere in depressione. Perché? Perché non ne parlano con qualcuno, in primis il loro medico, quando invece potrebbero trovare validi aiuti uscendo dalla loro solitudine. Tutto migliora, anche le cicatrici, se si sa cosa fare. Scopriamo insieme come.

 

La vita segnata da una cicatrice

 

Una cicatrice rappresenta fisiologicamente il risultato del processo di guarigione di una ferita o in generale di un trauma della pelle. Per alcune persone, una cicatrice diventa molto di più. Diventa il ricordo perpetuo dell’evento traumatico che l’ha causata e, se questo non viene elaborato nel modo giusto, si trasforma in un grande peso a livello psicologico, un peso difficile da sostenere. Una ferita che segna il fisico e la mente.

Molte donne intervistate da Opinion Health hanno affermato di non vivere più serenamente il rapporto con il proprio corpo. Per loro la cicatrice diventa uno sfregio imbarazzante e incurabile che cercano di accettare in silenzio. Ad aggravare la sensazione di malessere psicologico sono soprattutto le pressioni sociali e la sensazione di essere giudicati dagli altri. La cicatrice arriva a segnare la psiche.

Se non si prende coscienza di sé, cicatrice e psiche sono una coppia che vive in disarmonia e possono cambiare in maniera profondamente negativa la vita di una persona. Una soluzione però si può sempre trovare per guardarsi allo specchio felici.

 

Cicatrici e psiche: chi l’ha detto che non si può fare nulla?

 

La disarmonia tra cicatrice e psiche è favorita dal fatto che spesso non viene chiesto un aiuto o un consiglio nemmeno al proprio medico. “Tanto non si può fare nulla”, dicono i più, quando invece si può sempre fare qualcosa. Ricordatevi che in caso di cicatrici prima si chiede aiuto, più numerose possono essere le soluzioni e migliori diventeranno i risultati anche quando la situazione sembra grave. Il percorso di accettazione di una cicatrice non è focalizzato sul mettersela via e isolarsi perché la situazione non può cambiare, ma nel prendere coscienza della situazione e farsi aiutare.

Accettare la cicatrice non significa nemmeno minimizzare il problema perché poteva andare peggio. L’equilibrio della nostra psiche si basa anche su un rapporto sereno con il proprio corpo. Il rapporto cicatrice e psiche è quindi molto delicato e va affrontato perché può portare a problematiche gravi. Non è retorica, lo dicono i dati del sondaggio di Opinion Health e di tanti altri Studi.

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Chiedere aiuto per trovare una soluzione

 

Il percorso di accettazione di una cicatrice è complesso. Se è legata ad un evento traumatico, spesso la cicatrice viene percepita come il ricordo perpetuo che dal corpo può arrivare a segnare l’anima in una rielaborazione del trauma che diventa molto dolorosa e che deve essere risolta con l’aiuto di un esperto. Dopo il primo momento di naturale choc, è necessario quindi prendere coscienza del problema, cercare una soluzione e chiedere consiglio a un medico, il professionista che può indicare se c’è bisogno di un dermatologo e di un chirurgo plastico. Il professionista che può spiegare, prima di tutto, che la cicatrice ha un “ciclo vitale” che dura più di due anni e che intervenendo il prima possibile si può migliorare il suo aspetto in modo significativo. È vero che non tutte le cicatrici guariscono, ma se si parla con il proprio medico o con il farmacista ci sono diverse possibilità di migliorare l’aspetto della cicatrice e ritornare a piacersi come prima.

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Ritornare a piacersi con una cicatrice

 

Il trauma legato a una cicatrice lascerà sempre un piccolo segno, ma la sua profondità dipende anche dalla propria volontà di reagire e di ritornare alla vita, nonostante tutto. Le cicatrici possono essere più o meno gravi, ma è chi le porta a decidere il reale peso che possono avere nella sua psiche e nella sua vita. Cicatrici piccole possono diventare un problema enorme così come quelle più gravi possono diventare un simbolo di “rinascita”, ogni persona vive la sua esperienza personale.

Ogni persona però deve essere cosciente che una soluzione per tornare a sorridere allo specchio c’è sempre. Anche nelle situazioni più gravi ci sono degli interventi che possono portare a buoni risultati. L’International Consensus on Scar Management prevede, ad esempio, per le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi diversi tipi di trattamento con i corticosteroidi, la Terapia laser frazionata, la Pressoterapia fino ad arrivare all’Intervento di chirurgia estetica. Inoltre diverse pubblicazioni considerano per le cicatrici più gravi la Dermoabrasione, le Infiltrazioni e gli Innesti cutanei. Sono tutti trattamenti che possono migliorare la situazione e che naturalmente prevedono l’intervento di un esperto, chirurgo o dermatologo. Poi ci sono anche degli approcci meno invasivi di supporto, spesso consigliati nei casi meno gravi, dove sono le persone in prima persona che si prendono cura delle proprie cicatrici.

Prendersi cura delle proprie cicatrici

Prendersi cura delle proprie cicatrici è necessario non solo per una questione di tipo estetico, ma anche per incoraggiare un rapporto equilibrato tra cicatrice e psiche e ri-prendere confidenza, coscienza e padronanza del proprio corpo. Un corpo “nuovo” che deve imparare ad accettarsi per trovare il modo di riuscire a migliorare la situazione. In tal senso ci sono diverse possibilità:

 

  • Il massaggio con oli, creme e lozioni emollienti per aiutare a ridurre il prurito e il dolore dovuto alle cicatrici. Il massaggio in associazione ad un prodotto adatto, in particolare ricco di vitamina E, C ed altri nutrienti di supporto alle fisiologiche funzioni della pelle, si è dimostrato di beneficio nel ridurre la dimensione e migliorare l’aspetto delle cicatrici.
  • Gel o bendaggi a base di silicone si sono dimostrati utili coadiuvanti per favorire la cicatrizzazione delle ferite.
  • I camouflage, sebbene non possano essere di aiuto al normale processo di cicatrizzazione, sono un utile metodo per imparare a “truccare” la cicatrice e renderla meno evidente.

 

Tutti questi accorgimenti rientrano in un “rituale” dove la medicazione giornaliera e anche un’alimentazione sana, ricca di nutrienti di supporto alla pelle in grado di favorire una sana cicatrizzazione, non devono mai essere tralasciati.

 

Abbiamo quindi visto che il rapporto cicatrice e psiche funziona bene quando vince il desiderio di vivere serenamente con il proprio “nuovo” corpo e di tornare alla propria vita. In questo percorso di accettazione cosciente e attiva chiedere aiuto ad un professionista e prendersi cura di sé stessi rappresentano le chiavi per ritornare a sorridere e trovare la soluzione adatta. Tutto alla fine fortunatamente è migliorabile, anche una cicatrice!

 

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