Come prendersi cura della cicatrice da taglio cesareo

 

Una volta programmato il cesareo è il momento di pensare anche a come prendersi cura della cicatrice che rimarrà a segnare il corpo di una donna. Il taglio deve essere fin da subito medicato e trattato con cura secondo le indicazioni del medico e, una volta che la cicatrice si forma, è consigliabile continuare a massaggiarla con prodotti adatti a favorire nel tempo il suo appiattimento e a migliorarne l’aspetto.

Queste considerazioni valgono per tutte le donne ed in particolare per quelle la cui pelle è predisposta alla formazione di cicatrici cheloidi anche dalle ferite più banali.

Vedremo quindi come prendersi cura della cicatrice da taglio cesareo affinché rimanga il segno di un ricordo gioioso e non si trasformi nel tempo in uno stress per la psiche di una donna.

 

Taglio cesareo e psiche

 

Il taglio cesareo è spesso vissuto come un trauma positivo perché legato alla nascita di un figlio, il momento più bello della vita di ogni donna. Una ferita che dona la vita viene accettata con maggiore serenità, ma rimane pur sempre un trauma per la pelle che bisogna controllare affinché non si trasformi in uno stress per la psiche. Non a caso, molte donne che sono state sottoposte a taglio cesareo possono, in un secondo momento, non accettare la cicatrice.

Pian piano quel simbolo di vita potrebbe trasformarsi in un imbruttimento del loro aspetto e, se non trovano qualcuno che le capisca oppure se non chiedono aiuto al proprio medico, quel taglio può arrivare ad alterare anche la percezione del proprio corpo. Un aspetto da non sottovalutare, soprattutto se si pensa che la psiche di una donna può essere più delicata nei primi mesi dopo il parto.

Il problema per alcune è la convinzione che non si possa migliorare l’aspetto della ferita, mentre invece chiedendo consiglio al medico o al farmacista si scopre che un miglioramento è sempre possibile. E soprattutto: prima si inizia a trattare la cicatrice perfettamente guarita e migliore sarà il risultato, anche nel caso di taglio cesareo.
Leggi anche: cicatrici e psiche: l’impatto da non sottovalutare

 

Taglio cesareo e cheloide

 

Il taglio cesareo è una ferita chirurgica che nella maggior parte delle donne, se trattato bene, si trasforma nel tempo in un fine segno quasi impercettibile. In alcune donne può però evolvere in un cheloide, cioè in un’alterazione anomala della cicatrizzazione che può svilupparsi anche dopo la formazione della cicatrice. Il cheloide si forma a causa di un’eccessiva proliferazione di fibroblasti e di un aumento nella produzione di collagene che si traduce in una cicatrice voluminosa, più estesa della ferita iniziale, che da morbida e arrossata si schiarisce nel tempo fino a diventare dura.

Il risultato è una cicatrice che dal punto di vista estetico è più difficile da accettare; in ogni caso, anche in caso di formazione di cheloidi, le cicatrici da taglio cesareo possono migliorare se trattate secondo i consigli del dermatologo.

Generalmente, una volta che la ferita da taglio cesareo si è ben rimarginata, l’applicazione e il massaggio con oli a base di vitamina E ad azione idratante aiutano a migliorare l’aspetto della cicatrice e a prevenire la formazione di cheloidi. Inoltre i dermatologi consigliano spesso formulazioni arricchite di componenti ad azione lenitiva, antinfiammatoria, antipruriginosa, rigeneranti della pelle ed antisettiche, in quanto aiutano in modo sinergico a minimizzare la cicatrice e a proteggere la cute.

taglio-cesareo-cicatrice

Prendersi cura del taglio cesareo

 

Quindi adesso non resta che conoscere importanti accortezze da seguire dopo un parto cesareo. La cicatrizzazione del taglio cesareo è un processo che può durare anche mesi a seconda della pelle di ogni donna. Nei primi tempi la ferita dovrà essere disinfettata e medicata secondo le indicazioni del medico. Una volta rimarginata la ferita iniziano le fasi più delicate della gestione della cicatrice, in quanto la lenta cicatrizzazione in atto può essere migliorata usando prodotti che favoriscono il suo evolversi naturale in un segno sottile e impercettibile. Tale fase è la più critica per le donne che tendono alla formazione di cheloidi perché prima si inizia a prendersene cura e migliore risulta essere l’aspetto della cicatrice.

Il cheloide inoltre ha un grande difetto, generalmente se ne sconsiglia l’asportazione perché si potrebbe scatenare un’ulteriore risposta anomala della pelle che può dare luogo ad un secondo cheloide, peggiore del primo. In questa fase, spesso si consiglia l’utilizzo di oli o creme a base di vitamina E, olio di camomilla, calendula, lavanda e rosmarino. La vitamina E idrata l’area cicatriziale e, come la calendula, favorisce la fisiologica rigenerazione dei tessuti. La camomilla invece ha un’azione antipruriginosa, lenitiva e antinfiammatoria benefica per la cicatrizzazione, che spesso è accompagnata da infiammazione e prurito. Infine, la lavanda e il rosmarino sono utili coadiuvanti grazie alla loro azione lenitiva e antisettica.

Altri accorgimenti per minimizzare le cicatrici

Per favorire un buon processo di cicatrizzazione e minimizzare la formazione di cicatrici bisogna inoltre seguire alcuni accorgimenti:

  • Mantenere idratata, morbida e umida l’area cicatriziale per favorire la naturale rigenerazione della pelle e ridurre al minimo il dolore causato da movimenti e stiramenti del corpo;
  • Proteggere la zona cicatriziale dal sole per evitare l’iper-pigmentazione dell’area;
  • Applicare un gel di silicone che favorisca la minimizzazione o addirittura la scomparsa della cicatrice.

Inoltre non bisogna mai dimenticarsi che seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, è fondamentale per nutrire la pelle e assicurarle il fabbisogno di vitamine necessarie per favorire le sue normali funzioni, tra cui la rigenerazione dei tessuti.

 

Se tali approcci non bastano, soprattutto in caso di formazione di cheloidi particolarmente gravi, il medico potrebbe consigliare degli interventi mirati come i massaggi cicatriziali, la pressoterapia, la crioterapia, il laser, le iniezioni intralesionali di farmaci e la radioterapia. In tutti questi casi si consiglia sempre di chiedere al medico o al farmacista di fiducia in grado di consigliare e guidare verso le scelte più indicate per favorire una cicatrizzazione sana e in salute.

Il taglio cesareo è un intervento chirurgico che dona la vita, la vita del vostro bambino. Un taglio che lascia ancor più il segno di un bel ricordo se si impara a prendersene cura sin da subito. Non sottovalutate l’impatto che una brutta cicatrice può avere sulla psiche di una donna e, con l’aiuto del medico, cercate il miglior approccio per prendervi cura del taglio cesareo. A volte basta il dolce massaggio del prodotto adatto!

 

Compila il form per ricevere maggiori informazioni