L’uso corretto degli integratori in gravidanza

L’uso degli integratori in gravidanza per essere corretto dovrebbe in primis essere concordato con il proprio medico e in particolare con il Ginecologo.

Sebbene esistano in commercio diverse formulazioni per le donne in dolce attesa, è sempre meglio condividere con il medico i sintomi o i disagi che fanno sentire la necessità di integrare una dieta sana ed equilibrata.

In ogni caso, spesso è il Ginecologo che consiglia fin dalla prima visita l’integrazione di acido folico e, se lo ritiene necessario, di multivitaminici-multiminerali formulati sui Valori Nutrizionali di Riferimento stabiliti per le donne in gravidanza.

L’acido folico per tutte

È ormai ampiamente noto che l’integrazione di acido folico è consigliata a tutte le donne in gravidanza.

Nello specifico, qualora ci si rivolga al medico in fase di pre-concepimento manifestando le proprie intenzioni, uno dei primi consigli che una donna riceve è quello di integrare l’acido folico. Gli studi hanno infatti evidenziato che l’integrazione di acido folico nei primi mesi di gravidanza riduce il rischio di problemi neuronali nel nascituro, in particolar modo la spina bifida.

L’acido folico infatti contribuisce alla crescita dei tessuti materni in gravidanza e interviene nel processo di divisione delle cellule.

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Ma non solo, l’assunzione di acido folico in fase pre-concepimento riduce ulteriormente non solo il rischio di spina bifida, ma anche quello di aborto spontaneo.

Si pensi che tali evidenze sono state tra le motivazioni alla base della decisione di addizionare i cibi di acido folico in America. Una misura preventiva che è stata scelta per la tutela della popolazione fortemente carente di tale vitamina.

Il Ferro solo quando è carente

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Il Ginecologo ne consiglia l’integrazione se evidenzia una carenza di ferro o alle donne che normalmente hanno problemi di anemia.

Oltre a prevenire o controllare l’anemia, il ferro favorisce la normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina.

Alcuni studi hanno evidenziato che l’anemia ferropriva sembra essere associata a nascite premature, a minor incidenza di nascite e durante la gravidanza a problematiche dello sviluppo cognitivo, comportamentale e motorio. In ogni caso, quando si tratta di integrazione di Ferro il medico o il Ginecologo ne valutano la necessità.

Inoltre, una volta che i livelli ematici di ferro e ferritina ritornano alla normalità, generalmente l’integrazione viene sospesa perché ritenuta non più necessaria.

Sali minerali per i crampi e la vitamina B12 per le donne vegane e vegetariane

Durante la gravidanza, tendenzialmente nei mesi più caldi, può essere consigliata l’integrazione di sali minerali come potassio e magnesio in presenza di crampi o di sensazione di stanchezza e debolezza. Il magnesio infatti favorisce la riduzione di stanchezza e affaticamento e la nomale funzione muscolare.

Il potassio contribuisce al mantenimento di una normale pressione sanguigna.

In ogni caso, possono essere consigliate formulazioni di integratori adatti alla gravidanza, oltre al mantenimento della giusta idratazione, bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno.

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L’acqua in gravidanza dovrebbe essere assunta preferibilmente lontano dai pasti e del tipo oligominerale calcica. Infatti l’acqua oligominerale calcica è naturalmente ricca di calcio e altri minerali essenziali in gravidanza, presenti in una forma ad elevata biodisponibilità.

La donna in gravidanza è infatti a rischio di disidratazione soprattutto nei primi mesi e in presenza di nausee e altri problemi, situazioni che a loro volta favoriscono la perdita di sali minerali.

La vitamina B12 è naturalmente presente in cibi di origine animale. Quindi durante la gravidanza è essenziale riferire al medico le proprie abitudini alimentari. Generalmente alle donne che seguono una dieta vegana o vegetariana sarà consigliata l’integrazione della vitamina B12 o di un multivitaminico-multiminerale completo e adatto alla donna in gravidanza.
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Quando assumere l’integratore multivitaminico-multiminerale?

In gravidanza aumentando di circa 300-400 Kcal/die una dieta sana ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, si garantisce alla futura mamma e al suo bambino il fabbisogno di nutrienti necessari per la salute di entrambi.

Il fabbisogno di vitamine e sali minerali in gravidanza aumenta del 25-50% a seconda dello stato nutrizionale della madre. Una dieta sbilanciata che non garantisca il fabbisogno di vitamine e minerali utili in gravidanza, problematiche legate alla scarsa capacità di assorbire i nutrienti presenti nella dieta e, nei primi tre mesi, una nausea costante e un certo rifiuto per alcuni cibi, sono i primi segnali che fanno supporre la necessità di un integratore multivitaminico-multiminerale.

Inoltre, non bisogna sottovalutare che la gravidanza determina importanti cambiamenti nel corpo di una donna.

L’organismo in particolare è sottoposto un certo sforzo dato che, oltre a dover rispondere alle esigenze della futura mamma, è “impegnato” nel far crescere un bambino sano. Sono quindi essenziali le vitamine e i minerali coinvolti nelle tappe di sviluppo dei vari organi nel bambino e nel favorire il benessere della donna.

Oltre ai nutrienti già citati, ricordiamo le vitamina B1 e B6 che partecipano allo sviluppo del sistema nervoso e la B2 per una cute sana.

Inoltre sono importanti anche la vitamina C che favorisce la fisiologica formazione del collagene per la normale funzione di vasi sanguigni, ossa, cartilagini, gengive, pelle e denti, e la vitamina D che, assieme al calcio, contribuisce alla formazione di ossa sane.

In ogni caso, il Ginecologo saprà indicare alla futura mamma in base alla sua storia, alla sua alimentazione, al suo stile di vita, al suo stato fisico e ai risultati degli esami, la necessità o meno dell’integrazione di vitamine e minerali.

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Omega 3? Dipende! Estratti? Attenzione!

L’integrazione di DHA o acido docosaesanoico è spesso consigliata in particolare nell’ultimo trimestre di gravidanza.

Il DHA è un acido grasso insaturo della serie omega 3, naturalmente presente principalmente nel pesce azzurro.

Le evidenze scientifiche hanno sottolineato il suo beneficio nel favorire lo sviluppo neurovegetativo del feto e del neonato, in particolare sostiene la formazione delle membrane neuronali, la plasticità sinaptica e lo sviluppo dei fotorecettori retinici. Inoltre riduce l’incidenza del parto pre-termine e nella futura mamma è stato associato alla prevenzione di disturbi depressivi tipici del post partum.

Per quanto riguarda gli estratti, si consiglia di evitarne l’uso senza essersi consultati con il proprio medico e il Ginecologo. Non ci sono infatti evidenze sui potenziali effetti teratogeni di molte piante, ovvero non si conoscono i potenziali effetti collaterali sullo sviluppo del feto.

Un rischio che non vale la pena di correre e al limite, se si volesse assumere un integratore a base di piante o un fitoterapico, il medico e il Ginecologo possono indicare alla futura mamma gli estratti considerati sicuri in gravidanza.

Concludendo, il corretto utilizzo degli integratori in gravidanza deve sempre passare attraverso la consultazione o il consiglio del proprio medico o del Ginecologo al fine di rendere qualsiasi tipo di integrazione alimentare sana e sicura per la futura mamma e il suo bambino.