Prurito in gravidanza: cosa fare per la tua pelle

La gravidanza è caratterizzata da cambiamenti fisici e ormonali che possono favorire alterazioni cutanee di vario tipo.

Si tratta principalmente di alterazioni di tipo estetico che dopo il parto tendono a scomparire come la pelle secca, l’iperpigmentazione cutanea, il melasma gravidico o maschera gravidica, la peluria, la dilatazione dei capillari e gli angiomi stellari e il prurito.

Anche le tanto temute smagliature, che però possono diventare permanenti se non si seguono degli accorgimenti per prevenirle e limitarne la comparsa.

In questo articolo approfondiremo in particolare il prurito, il fastidioso compagno di molte donne in gravidanza che si risolve naturalmente dopo il parto, ma che in alcuni casi non bisogna sottovalutare.

Prurito in gravidanza: quando non preoccupa

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Il prurito in gravidanza è tipico e può assumere diverse fastidiose sfumature, senza però essere pericoloso per la mamma e per il bambino.

  • La più banale forma di prurito interessa la pancia negli ultimi mesi ed è dovuta allo stiramento della pelle in seguito all’aumentato volume dell’addome. Il prurito è più frequente in presenza di pelle secca e può anticipare la formazione di smagliature.
  • La distensione della pelle dell’addome è considerata anche il fattore scatenante di papule e placche pruriginose orticaroidi, fastidiose manifestazioni cutanee che colpiscono 1 donna su 200, generalmente nelle ultime 2 o 3 settimane di gravidanza. Queste forme di prurito riguardano principalmente le primipare e le gravidanze gemellari e tendono a ripresentarsi nelle successive gravidanze. Le lesioni di tipo orticarioide generalmente partono dall’addome e si estendono su tutto il corpo non coinvolgendo però il viso e il palmo delle mani.
  • Il prurito gravidico è una manifestazione cutanea che appare generalmente al terzo mese di gravidanza ed è dovuta all’aumento dei livelli di enzimi epatici: non porta a lesioni della pelle e spesso presenta ittero che scompare dopo il parto. Il prurito gravidico stesso scompare subito dopo il parto ma tende a riapparire nelle gravidanze successive, con maggior rischio in quelle gemellari. Anche l’utilizzo di contraccettivi orali favorisce le recidive.

Attenzione alle eccezioni: mai banalizzare

Nonostante il prurito in gravidanza sia frequente e generalmente benigno, si consiglia di parlarne sempre con il proprio medico perché in alcune situazioni può essere il sintomo iniziale di problematiche non banali.

In particolare, se al 6° mese compare una forma di prurito gravidico generalizzato associata a ittero (incostante), nausea, insonnia e irritabilità, generalmente si tratta di colestasi gravidica.

La colestasi gravidica è dovuta principalmente all’aumento della concentrazione plasmatica di sali biliari e richiede assolutamente l’intervento del medico dato che in alcuni soggetti c’è il rischio di parto prematuro.

Le cause possono essere molteplici, ma in linea generale gli estrogeni sembrano favorire la colestasi biliare. Colpisce 1-2 donne su mille e ha una percentuale di recidiva del 60-70% nelle gravidanze successive.

Migliora nelle prime 24 ore dopo il parto. L’Herpes gestationis e l’Impetigo herpetiformis sono altre malattie della pelle che richiedono assolutamente l’intervento del medico e che comunque presentano lesioni pruriginose importanti e difficili da sottovalutare.

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Aiutarsi contro il prurito

Le forme più leggere di prurito in gravidanza possono essere controllate con l’utilizzo di creme ed oli ad azione idratante.

La pelle secca infatti è spesso una costante comune in presenza di prurito. In tal senso, l’abitudine a nutrire la pelle con un prodotto adatto può anche aiutare a prevenire le forme lievi di prurito. In particolare oli a base di vitamina E possono essere un utile supporto per mantenere la normale idratazione della pelle.

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Inoltre la camomilla può essere un utile coadiuvante per decongestionare la pelle.

L’olio essenziale di camomilla è infatti tradizionalmente utilizzato per uso esterno per le sue proprietà anti-pruriginose, lenitive e antinfiammatorie.

Si pensi agli impacchi con fiori di camomilla, il classico rimedio della nonna tramandato di generazione in generazione quando la pelle prude.

Anche l’olio essenziale di lavanda per uso esterno è utile in presenza di prurito lieve. Gli oli essenziali di camomilla e di lavanda vanno applicati sulla cute preferibilmente veicolati in un olio vegetale adatto.

Abbiamo visto che il prurito è un fastidio tipico della gravidanza che con le sue diverse sfumature va sempre tenuto sotto controllo con il proprio medico, senza mai banalizzare.

In ogni caso, il prurito si può anche controllare e prevenire nutrendo la pelle anche con un buon idratante, magari arricchito di vitamina E e qualche goccia di olio essenziale di camomilla e lavanda.

 

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