DATA: 15.01.2019

Come gestire la cicatrice da appendicite

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È una piccola protuberanza, quasi isolata dall’intestino, e sembrerebbe non servire proprio a nulla, ma quando si infiamma sono dolori. Parliamo dell’appendice vermiforme.

Per essere ancora più precisi, abbiamo pensato di raccogliere, per te, 5 consigli utili per gestire la cicatrice da appendicite, cioè l’infiammazione dell’appendice che, nei casi gravi, va asportata.

L’appendicectomia è, infatti, l’operazione chirurgica per togliere l’appendice infiammata e può essere eseguita in 2 modi – che vedremo insieme tra pochissimo.

In entrambi i casi, però, bisogna gestire delle cicatrici chirurgiche e, grandi o piccole che siano, è importante sapere come fare.

Ecco, quindi, i nostri 5 consigli che possono essere utili per prendersi cura della cicatrice da appendicite.

Passando da appendicite ad appendicectomia restano sempre cicatrici

Come scritto pocanzi, l’appendicite è l’infiammazione dell’appendice vermiforme, protuberanza accessoria e superflua dell’intestino, causata, ad esempio, dalla sua ostruzione o da cibo non digerito.

È una delle emergenze chirurgiche più frequenti, il rischio che una persona soffra di appendicite nella sua vita è del 7-9% e la sua incidenza è maggiore negli adolescenti e nei giovani adulti, anche se può colpire a tutte le età.

L’appendicectomia, ovvero l’asportazione dell’appendice, è il trattamento per l’appendicite quando l’infiammazione è acuta e/o grave.

L’appendicectomia può essere eseguita con 2 tipi di chirurgia:

  1. il classico taglio con asportazione dell’appendice o laparotomia
  2. la laparoscopia, attraverso delle particolari sonde che permettono di rimuovere l’appendice

Mentre la laparotomia è caratterizzata da un post-operatorio lungo e complesso, la laparoscopia è una chirurgia molto meno invasiva e permette l’operazione anche in Day hospital.

Entrambi i tipi di operazioni, però, lasciano delle cicatrici da gestire.

#ASCOLTALATUAPELLE: scopri come gestire al meglio la cicatrice da appendice, con 5 consigli pratici.

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La chirurgia classica prevede un taglio che varia dai 5 ai 10 cm nella zona laterale dx delladdome più o meno allaltezza dellombelico, mentre la laparoscopia 3 incisioni di circa 1 - 3 cm attorno alla medesima area.

Adesso, è il momento di vedere insieme 5 consigli utili per prendersi cura delle cicatrici da appendicite, anche perché una delle complicanze dell’appendicectomia è proprio linfezione della ferita quando viene mal gestita a casa dopo loperazione.

#1 Ascolta e segui con cura le indicazioni rilasciate dal medico

Uno delle complicanze post operatorie in caso di appendicectomia è l’infezione della ferita o delle piccole incisioni.

Bisogna, quindi, medicarsi accuratamente tutti i giorni, avendo cura di lavarsi sempre le mani prima di pulire le incisioni con i medicamenti indicati dal medico e mantenerle asciutte.

La benda va cambiata ogni giorno. Se la benda si attacca alla ferita, puoi bagnarla con il disinfettante o con acqua tiepida, da 24 - 48 ore dopo l’operazione se il medico non indica il contrario.

In linea di massima dopo un po’ di giorni potrai fare la doccia: il medico ti indicherà il momento giusto.

Generalmente, le ferite chirurgiche possono essere chiuse con graffette o con punti riassorbibili che in 7 a 10 giorni vengono rimossi dal medico o si riassorbono.

Monitora sempre laspetto della ferita e, in presenza di pus, rossore, gonfiore e sanguinamento, rivolgiti al medico.

Inoltre, è essenziale riposare nei primi giorni dopo l’operazione, in particolare, cerca di evitare movimenti bruschi o di resistenza che possono sforzare i muscoli addominali e tirare anche la ferita.

#2 Dopo circa 2 o 3 settimane idratare la ferita è importante

La cicatrice è ormai ben sigillata, la fase di proliferazione e chiusura della ferita è ormai quasi giunta al termine. Questa fase, però, rimane ancora delicata e la cicatrice va mantenuta sempre pulita e asciutta ma anche nutrita e ben idratata con un olio o una crema.

Un olio a base di vitamina E almeno 2 volte al giorno è una buona soluzione per idratare e nutrire, sia la cicatrice sia la zona di pelle adiacente. Inoltre, permette anche di eseguire i primi leggeri massaggi cicatriziali per prevenire la formazione dei cheloidi o di cicatrici ipertrofiche.

Il medico potrebbe anche consigliare delle garze o gel di silicone, rimedio utile ed efficace per favorire una migliore cicatrizzazione e prevenire cicatrici anomale. L’idratazione e il massaggio lieve sono un valido aiuto per iniziare a rendere la cicatrice meno rigida ed evitare che tiri in modo fastidioso.

#3 Dopo 6-8 settimane: armarsi di pazienza e perseveranza per prendersi cura della propria cicatrice da appendicite

La cicatrice ormai è in piena fase di maturazione e bisogna iniziare a prendersene cura programmando un rituale giornaliero di pulizia e idratazione. Un rituale che può durare fino a 1- 2 anni, a seconda del tipo di pelle.

Lolio a base di Vitamine E è sempre un utile supporto, anche per il massaggio cicatriziale che in questa fase può essere molto più “deciso”.

Il medico può indicare le tecniche di massaggio più adatte al tipo di cicatrice. In linea di massima si può massaggiare in tutte le direzioni: su, giù, da lato a lato, circolare, verso l’esterno, piegato insieme e incrociato.

Tali tecniche permettono di rendere la cicatrice più piatta, morbida, liscia, elastica e sempre meno dolorosa. Inoltre, oltre a evitare la formazione di cheloidi o cicatrici ipertrofiche, favorirà il recupero dalla perdita di sensibilità della zona e dalla sensazione di intorpidimento e potrebbe essere utile per evitare eventuali aderenze.

Se la cicatrice prude o è leggermente infiammata, gli estratti di olio di calendula, di camomilla, di lavanda e di rosmarino sono indicati come lenitivi ed emollienti. La camomilla, ad esempio, è un buon decongestionante, mentre la calendula manifesta anche un effetto rigenerante della cute.

#4 Applicare sempre la protezione solare

Una regola fondamentale per favorire una sana cicatrizzazione delle ferite prevede l’utilizzo di una crema a schermo totale quando ci si espone al sole. Nel caso della cicatrice da appendicite, infatti, generalmente si sconsiglia l’esposizione al sole nei primi mesi dopo l’operazione.

Poi, almeno per i primi 2 anni, è consigliata la protezione solare per proteggere la zona lesa dai raggi UV del sole ma anche per evitare fenomeni di iperpigmentazioni sgradevoli. Si consiglia la protezione solare anche se la cicatrice venisse coperta dal costume: i raggi UV oltrepassano i tessuti.

#5 In caso si formassero cicatrici ipertrofiche o cheloidi rivolgiti al medico per una soluzione di valore

Se la cicatrice diventasse ipertrofica, nonostante il massaggio cicatriziale e le bende o il gel di silicone, è necessario rivolgersi al Medico per scegliere il trattamento più adatto alla singola persona.

Le cicatrici ipertrofiche, oltre ad essere spesse, sono anche dure e possono diventare fastidiose se la pelle delladdome è sottoposta a tensione continua nella zona operata.

Il Medico può prescriverti cortisonici per uso topico o per iniezioni locali, oppure, indicarti altri trattamenti tra pressoterapia o elasto-compressione, crioterapia, laser-terapia, radioterapia e se necessario proporti la chirurgia.

In base alla forma, all’aspetto e al consolidamento della cicatrice ipertrofica, il medico sceglierà il trattamento più adatto alla persona.

Questi 5 consigli per gestire le cicatrici da appendicite sono un piccolo contributo per orientare le persone che sono state sottoposte ad un’appendicectomia verso una sana cicatrizzazione del taglio chirurgico.

Il medico resta sempre e comunque il riferimento da ascoltare: il professionista più aggiornato per indicare le soluzioni migliori che trasformano una cicatrice inizialmente rossa e gonfia in una sottile linea, a volte impercettibile.

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