DATA: 25.09.2018

Le cicatrici ipertrofiche tra cause e rimedi

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Ci sono cicatrici più difficili da gestire perché lasciano segni fisici evidenti di una ferita. Generalmente, si tratta di anomalie della cicatrizzazione che portano a cicatrici ipertrofiche o alla formazione del cheloide.

La cicatrizzazione è un processo che può durare fino a due o tre anni, durante il quale le cellule della cute lavorano per chiudere una ferita o un taglio, lasciando un segno sulla nostra pelle, la cicatrice appunto. Quando la cicatrizzazione è sana, questo segno sfuma nel tempo lasciando solo un ricordo.

Le cicatrici ipertrofiche e il cheloide, invece, sono segni più spessi, irregolari e anche dolorosi dovuti ad alterazioni nel normale processo di cicatrizzazione.

In questa guida affronteremo cause e rimedi delle cicatrici: una serie di consigli che possono essere utili per coloro che desiderano prendersi cura di eventuali ferite o tagli, prevenendo, mitigando o controllando potenziali cicatrici ipertrofiche.

Aspetto delle cicatrici ipertrofiche

Le cicatrici ipertrofiche derivano da alterazioni del normale processo di cicatrizzazione e, infatti, sono classificate tra le cicatrici patologiche (come il cheloide).

Le cicatrici ipertrofiche sono in rilievo, di colorito rosso roseo, di forma irregolare ma con i margini ben delineati. Sono, inoltre, caratterizzate da una superficie liscia e da una consistenza fibrosa e dura e spesso sono dolorose.

Generalmente, entro 15-20 mesi la componente fibrosa della cicatrice regredisce e la parte della cicatrice in rilievo diminuisce notevolmente, anche fino a scomparire.

Quando interessa le articolazioni, la cute flessoria dietro al ginocchio, al gomito o all’articolazione delle dita, si parla di cicatrice ipertrofico-detraente. Sono cicatrici patologiche rare caratterizzate da ipertrofia associata a fenomeni di collasso centripeto.

In pratica, la cicatrice si ritira collassando verso la zona centrale e “trascina” anche i tessuti circostanti, arrivando a determinare disturbi funzionali significativi dell’articolazione stessa. Un esempio sono le dita “ad artiglio” tipiche quando sono interessate le parti flessorie delle loro articolazioni.

Le cicatrici ipertrofiche ricordano i cheloidi da cui, però, si distinguono in un aspetto essenziale per la diagnosi differenziale. Mentre le cicatrici ipertrofiche sono limitate alla ferita, il cheloide tende a estendersi sulla cute sana che la circonda.

Quindi, i bordi netti della cicatrice ipertrofica sono un elemento essenziale di distinzione rispetto al decorso irregolare dei margini del cheloide (spesso a chela di granchio, da cui il nome). Il cheloide, inoltre, non tende a regredire spontaneamente e, anzi, spesso va incontro a recidive dopo un intervento chirurgico di asportazione.

Le cicatrici ipertrofiche derivano da alterazioni del processo di cicatrizzazione della ferita, caratterizzate da uno sbilanciamento del ritmo che favorisce la formazione di nuovo collagene per sostituire quello danneggiato.

Perché si formano le cicatrici ipertrofiche?

In particolare, si evidenzia un eccessivo deposito di collagene che favorisce la formazione della cicatrice in rilievo.

Inoltre, le cellule adibite alla formazione di tessuto fibroso si dispongono in spirali, favorendo un marcato ispessimento del derma circoscritto alla ferita. Il colorito rosso-roseo è indice di un processo di infiammazione in atto che può essere anche doloroso.

Solitamente, con il tempo il colore si attenua fino a virare verso il biancastro e la superficie si liscia. Anche il dolore scompare ma può rimanere una sensazione di fastidio per molto tempo.

Le cicatrici ipertrofiche tendono a essere rigide e a tirare, tanto che se interessano zone in movimento possono rappresentare un limite reale alla normale attività.

Generalmente, le cicatrici ipertrofiche si formano quando la ferita è sottoposta a una forte tensione. Inoltre, sono stati identificati dei fattori di rischio, anche di natura genetica e spesso comuni con il cheloide.

Bisogna considerare, quindi, cause e fattori di rischio per prevenire e controllare la formazione di cicatrici ipertrofiche, utilizzando il migliore approccio per favorire una sana guarigione delle ferite.

  • le donne sembrerebbero essere più interessate degli uomini;
  • l’età pediatrica;
  • la razza, in particolare l’incidenza delle cicatrici ipertrofiche è maggiore in neri e asiatici;
  • la familiarità, ovvero la tendenza a formare cicatrici ipertrofiche è maggiore in coloro che hanno fratelli o genitori portati a formare cicatrici ipertrofiche;
  • la zona interessata dalla ferita, in particolare le pieghe articolari, le spalle, i lobi auricolari e la regione medisternale;
  • la causa della ferita, ovvero ustioni, acne, interventi chirurgici e traumi stradali possono favorire la formazione di cicatrici ipertrofiche;
  • infezioni o altre complicazioni che ritardano il processo di guarigione della ferita.

Rimedi per prevenire e controllare le cicatrici ipertrofiche

La prevenzione delle cicatrici ipertrofiche deve iniziare il prima possibile e, nello specifico, appena la ferita si chiude, grazie al fisiologico processo di riepitelizzazione che segue l’intervento chirurgico o il trattamento iniziale del trauma o dell’ustione.

In questi casi, il dermatologo può indicare vari trattamenti orientandosi poi nella scelta, anche in base alla reazione del singolo.

I trattamenti più comuni per prevenire la formazione di cicatrici ipertrofiche e favorire la rapida e ottimale riparazione della ferita sono:

  • i massaggi cicatriziali
  • la pressoterapia o elasto-compressione
  • la crioterapia
  • le applicazioni di gel di silicone
  • la laser-terapia
  • la terapia con cortisonici per uso topico o per mezzo di iniezioni intralesionali
  • la radioterapia
  • il trattamento chirurgico

I diversi trattamenti possono essere indicati singolarmente, in associazione o in sequenza temporale. La scelta della terapia cambia da persona a persona in funzione anche del grado di consolidamento delle cicatrici ipertrofiche.

#ASCOLTALATUAPELLE: per prevenire la formazione di cicatrici ipertrofiche, sono indicati anche cosmetici idratanti e cicatrizzanti.

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Ad esempio, un olio cutaneo ricco di vitamina E da applicare più volte al giorno sulla cicatrice può essere utile per idratare e nutrire il tessuto e favorirne una maggiore elasticità e morbidezza.

L’olio può essere arricchito anche di alcuni oli essenziali che favoriscono una normale cicatrizzazione della ferita. In particolare, l’olio essenziale di camomilla è indicato per la sua azione emolliente, lenitiva, antinfiammatoria e antipruriginosa.

Le cicatrici ipertrofiche, inoltre, sono caratterizzate non solo da dolore o fastidio ma tendono anche a prudere e tirare. Da segnalare, infine, per l’azione lenitiva anche gli oli di calendula, lavanda e rosmarino e, per l’azione antinfiammatoria, ancora una volta la calendula.

Tutte le cicatrici lasciano segni che possono diventare molto fastidiosi se guariscono male. Le cicatrici ipertrofiche, in particolare, possono diventare difficili da gestire, non solo per ragioni estetiche ma anche funzionali quando colpiscono zone delicate come le articolazioni.

Spesso, poi, anche la nostra psiche deve imparare a gestire le cicatrici fisiche, a volte anche con l’aiuto di uno specialista. Quindi, sapere cosa fare è essenziale per una sana guarigione di qualsiasi ferita e il Dermatologo rappresenta il riferimento per aiutarti a prevenire e curare le cicatrici ipertrofiche.

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