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DATA: 11.12.2019

Cura del tatuaggio: tutto quello che devi sapere

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Il tatuaggio è una delle forme di decorazione pittorica corporale più antiche nella storia dell’uomo. Un’arte millenaria, usata da sempre per esprimere uno stato d’animo, la propria fede, l’appartenenza ad un gruppo e altro ancora.

I tatuaggi hanno superato, nei secoli, momenti di gloria e di negazione, ma negli ultimi anni sono diventati una “modamolto diffusa: dai più giovani agli adulti over 40, sono sempre più le persone che decorano il proprio corpo con almeno un tatuaggio.

Ogni tatuaggio ha un significato per chi lo “indossa” ma per la pelle, purtroppo, ogni puntino intriso di inchiostro che delinea l’opera rappresenta uno stress, anzi unincisione da guarire.

Eh sì, il tatuaggio per la pelle è una ferita da rimarginare e bisogna fare in modo che guarisca nel miglior modo possibile.

La cura del tatuaggio, quindi, è fondamentale per mantenere sana la pelle decorata, evitando l’incubo di brutte cicatrici che potrebbero trasformare un’opera d’arte in un ricordo spiacevole.

#ASCOLTALATUAPELLE La guida di Bio-Oil per la cura del #tatuaggio

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La cura del tatuaggio inizia dalla consapevolezza

Quando si decide di farsi un tatuaggio, spesso, si è nella fase finale di un lungo percorso per la scelta del disegno e della zona del corpo da decorare, raccogliendo informazioni tra coloro che un tatuaggio ce l’hanno già.

È doloroso? È meglio nero o colorato? Quel punto fa male più di quell’altro?

Queste e tante altre domande frullano per la mente ma, spesso, non ci si pone quella fondamentale:

Che cosa rappresenta il tatuaggio per la mia pelle?

Secondo recenti studi scientifici la maggior parte delle persone che si tatuano non sono consapevoli che stanno provocando una ferita alla propria pelle che comporta, oltre all’incisione, anche l’iniezione di inchiostro.

La consapevolezza è alla base della cura del tatuaggio, nel senso che è essenziale sapere, prima di tatuarsi, che ci si sta tecnicamente sottoponendo a una scarificazione.

In pratica, si tratta di un’incisione che determina un cambiamento permanente della cute e che, in aggiunta, prevede l’introduzione di pigmenti, cioè sostanze chimiche che potrebbero anche favorire delle reazioni avverse.

Non tutti i tipi di pelle accettano i pigmenti utilizzati per il tatuaggio, anche se anallergici e considerati sicuri.

Infatti, il tatuaggio è sconsigliato alle persone con psoriasi, allergie o sensibilità cutanea, dermatite atopica e altre problematiche della pelle, e a chi soffre di malattie autoimmuni, più a rischio di “rigetti” e complicazioni che possono essere anche molto pericolose.

Anche se si stanno curando micosi o infezioni cutanee in atto è bene evitare di tatuarsi fino a completa guarigione.

In ogni caso, è importante informare il Medico della propria decisione, per capire se e quando poter procedere con il tatuaggio.

Una puntualizzazione necessaria dato che, secondo alcuni studi, molte persone sembrerebbero non essere consapevoli che non tutti possono permettersi di tatuarsi.

Prima di tatuarsi, inoltre, è fondamentale la scelta del tatuatore che deve essere certificato e lavorare in uno studio che segue tutte le norme igieniche necessarie.

In Italia, siamo fortunati perché gli studi di tattoo sono sottoposti a norme igienico-sanitarie molto rigide, nell’ottica di tutelare la salute delle persone.

Quindi, quando si decide di tatuarsi, la scelta deve ricadere sempre su studi a norma. In aggiunta, una visita prima della seduta aiuta a capire se il posto è adatto alle proprie esigenze.

Inoltre, il tatuatore, per legge, è tenuto a informare i clienti sulle norme igienico sanitarie seguite, il tipo di tecnica e gli strumenti utilizzati, la provenienza e le modalità di utilizzo, oltre lo smaltimento degli aghi – che devono essere garantiti sterili e monouso.

Infine, è tenuto a dichiarare la composizione dei pigmenti, informazioni necessarie per tutelare il cliente qualora fosse allergico a qualche componente.

Il passaparola tra amici e le recensioni su Internet sono sempre utili parametri di valutazione, ma è fondamentale evitare tatuatori non certificati e studi non abilitati per la propria salute e sicurezza.

L’infezione del tatuaggio è il rischio che va evitato a tutti i costi!

La cura del tatuaggio inizia dal tatuatore e continua a casa

La cura del tatuaggio vera e propria inizia proprio nello studio. Il tatuatore, dopo aver terminato la sua opera d’arte, provvederà infatti alle prime cure.

Ripetiamo, ancora una volta, che l’obiettivo principale è quello di evitare le infezioni e, quindi, la disinfezione del tatuaggio è la prima cura che il tatuatore applica sulla cute, seguita da un bendaggio.

Il tatuaggio è una ferita e, come tutte le ferite, la disinfezione iniziale è fondamentale.

Il bendaggio dopo la disinfezione prevede lutilizzo di garze, anche medicate, realizzate proprio per questo tipo di scarificazione. In genere sono trasparenti, per poter tenere sotto controllo il tatuaggio fin da subito.

Il tatuatore, quindi, informerà il cliente delle procedure da seguire per la cura del tatuaggio.

  • Il bendaggio deve essere tenuto dalle 6 alle 24 ore
  • Quando si toglie la benda, il tatuaggio va lavato con acqua tiepida, senza graffiare, tamponando con una garza morbida preferibilmente di cotone
  • Quindi, va disinfettato e, successivamente, va applicato un leggero strato di vaselina alba o altra crema formulata per il post tatuaggio
  • L’applicazione della crema va ripetuta più volte al giorno, almeno 4
  • Non occorre più bendare il tatuaggio, ma va lasciato allaria con l’accortezza di evitare graffi o urti, specialmente dormendo
  • Si consiglia di usare tessuti naturali, il cotone su tutti, a contatto con il tatuaggio, ed evitare abiti stretti
  • Ci si può lavare quasi subito evitando, però, bagni caldi o comunque acqua calda sulla zona tatuata
  • Nei primi 15 giorni bisogna evitare lesposizione al sole che può alterare il colore del tatuaggio e irritare la pelle
  • Dopo circa 5 giorni il tatuaggio può iniziare a formare delle croste e spellarsi: non toccare o grattare via nulla per non danneggiare la cute
  • Evitare di grattarsi; qualora fosse insopportabile, rivolgersi al proprio Medico
  • La fase di guarigione iniziale termina quando le croste sono cadute, la pelle non si sfalda più e al tatto è liscia e vellutata

La regola n°1 nella cura del tatuaggio? Mai grattarsi!

È essenziale capire che il tatuaggio è una ferita e, a prescindere dalle dimensioni o dal tipo di tatuaggio, ogni processo di guarigione di un’incisione passa per 3 fasi che, nel complesso, durano fino a un mese.

  1. Fase infiammatoria o essudativa: subito dopo la lesione sono evidenti i segni di dolore, rossore e bruciore dato che la pelle è stata lesionata. Può durare da 1 a 5 giorni.
  2. Fase proliferativa: il tessuto cutaneo inizia subito a reagire per rimarginare la ferita dalla superficie in profondità, favorendo la costruzione del tessuto di granulazione. In tale fase la ferita si sigilla subito in superficie per evitare perdite di sangue, per poi continuare in profondità. Può durare fino a 15 giorni a seconda del danno e dello stato di salute della pelle.
  3. Fase in cui inizia la formazione della cicatrice entro il primo mese.

Infine, c’è la lunga fase di maturazione (o cicatrizzazione delle ferite), con la ricostruzione dell’epitelio, che può durare fino a 2 anni, anche per un tatuaggio.

La fase di guarigione dura fino a un mese; la cicatrizzazione delle ferite, invece, può durare anche fino a 2 anni.

Per 2 anni, in pratica, bisogna tenere sotto controllo il tatuaggio. Nella fase di cicatrizzazione, infatti, non è raro che una cicatrice, da piana, si trasformi in un cheloide.

La riparazione tissutale, infatti, è condizionata da diversi fattori generali, come età, stato nutrizionale, utilizzo di farmaci e, più in generale, lo stato di salute del singolo.

Inoltre, incidono anche fattori locali che condizionano lo stato di salute della pelle, come la costituzione, il fumo, la temperatura, l’umidità, l’ossigenazione, il tempo di coagulazione, la presenza di corpi estranei e tanto altro.

Nello specifico, per prevenire complicanze nel tempo è importante prendersi cura del tatuaggio utilizzando delle creme o degli oli nutrienti e rigeneranti.

Le alterazioni cutanee nel processo di cicatrizzazione sono la conseguenza di deficit strutturali e funzionali della cute che seguono al danno; gli ispessimenti, ad esempio, sono dovuti a una iper proliferazione delle cellule.

Per evitare queste degenerazioni, è necessario quindi nutrire e mantenere la pelle elastica e vitale con il prodotto adatto, ad azione idratante e rigenerante.

L’Olio Bio-Oil è indicato anche per sostenere la pelle nella lunga fase di cicatrizzazione del tatuaggio. Va applicato quando il tatuaggio è completamente guarito e aiuta a mantenere in equilibrio il film idrolipidico che copre la zona decorata e a prevenirne la disidratazione, grazie alla presenza di Vitamina E.

Inoltre, contiene oli essenziali di calendula, rosmarino e lavanda ad azione rigenerante, emolliente e lenitiva, e quello di camomilla, noto restitutivo e calmante del prurito che a volte può ricomparire.

Un sostegno per la cura del tatuaggio che diventa un alleato per la sua bellezza a lungo termine: Olio Bio-Oil, infatti, sostiene la formazione di cicatrici sane, non alterando i colori del disegno.

Un supporto che non dovrebbe mancare per chi desidera un tatuaggio sano, oltre che bello!

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