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DATA: 14.12.2018

Xerosi cutanea: quando la pelle secca diventa un problema

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Xerosi cutanea è sinonimo di pelle secca, deriva infatti dal grecoxeroche significa secco eosis”, malattia.

Xerosi cutanea è, infatti, il termine medico per indicare la pelle secca, quando, da una cute che tira e si sfalda lievemente, tende a diventare problematica, ovvero sempre più ruvida, opaca, sensibile o arrossata, desquamata, pruriginosa e screpolata.

La Xerosi cutanea è caratterizzata da una pelle carente di sebo e da alterazioni strutturali dello strato corneo o superficiale della pelle che tendono ad evolvere in perdita dell’integrità della cute.

Tale situazione favorisce la perdita di acqua cutanea superficiale in seguito all’incapacità della pelle di trattenerla o di scambiarla con l’ambiente esterno.

Del resto, l’idratazione cutanea superficiale è regolata dall’equilibrio strutturale e funzionale della sua superficie, un equilibrio che si basa principalmente sul mantenimento costante della concentrazione in lipidi, sulla contemporanea presenza di umettanti naturali e su un costante scambio di acqua con l’ambiente.

Conosciamo insieme la xerosi cutanea, le sue cause ma anche come prevenire e prendersi cura di una pelle sempre più secca.

I sintomi della xerosi cutanea

La xerosi cutanea è la pelle secca, o meglio ancora, la pelle che tende a diventare sempre più secca.

È caratterizzata da vari step:

  • all’inizio appare opaca, spenta, tira ed è ruvida al tatto;
  • se non si interviene, arriva a diventare molto secca o addirittura ultra secca fino a situazioni di secchezza estrema.

La xerosi cutanea può evolvere in pelle molto secca, tesa, desquamata, screpolata e pruriginosa fino a esacerbazioni di tali caratteristiche, con prurito molto intenso, ruvidezza estrema, evidente e diffusa desquamazione e presenza di tagli anche dolorosi.

#ASCOLTALATUAPELLE: la xerosi cutanea è causata da fenomeni che favoriscono sia la disidratazione sia la carenza di lipidi.

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La disidratazione favorisce la sensazione di pelle che tira e la perdita di luminosità e morbidezza della pelle, mentre la scarsa concentrazione di lipidi, oltre a favorire le perdite di acqua, favorisce fenomeni di desquamazione e ipersensibilità.

Analizzando in profondità la pelle, in presenza di xerosi cutanea si possono osservare alterazioni importanti dellepidermide.

Le alterazioni dello scambio dell’epidermide

L’epidermide è una porzione della cute multi-stratificata e in continuo ricambio cellulare: dallo strato basale più profondo allo strato corneo superficiale le cellule staminali della cute si concentrano in cheratina, maturano in cheratinociti per poi divenire cellule morte.

Le cellule morte si staccano e la superficie si desquama per fare spazio ad altri cheratinociti maturi.

Il continuo ricambio cellulare assicura allepidermide la sua capacità di resistere allambiente, mantenendo una struttura forte ed elastica, ovvero, la sua funzione di barriera come prima linea di difesa del nostro organismo.

Alterazioni di tale processo indeboliscono la trama della pelle e la rendono più sensibile agli “attacchi” esterni, da agenti fisici, chimici, stagionali e infettivi.

Carenza di Ceramidi sullo strato corneo

La xerosi cutanea potrebbe essere legata, anche, alla carenza di ceramidi, sostanze lipidiche che rinforzano la trama della pelle, cementando i cheratinociti, le cellule superficiali che costituiscono lo strato corneo.

I cheratinociti stessi producono le ceramidi per riempire gli spazi vuoti tra cellule e in tal modo, oltre a rendere la pelle più resistente e compatta, impediscono allacqua in superficie di evaporare.

Alterazioni della composizione del film acido idrolipidico o MAI

Il MAI (Mantello Acido Idrolipidico) è un sottile mantello che ricopre tutto il nostro corpo, impedendo all’acqua di evaporare, proteggendo la pelle dalle potenziali aggressioni di microrganismi presenti nell’ambiente e regolando sia lo scambio di acqua che di altre sostanze con l’ambiente esterno.

Si tratta di un velo impermeabile, composto per il 95% di sebo (ovvero varie sostanze lipidiche) che protegge la pelle donandole la sua normale morbidezza, elasticità e idratazione, isolandola dall’ambiente esterno e impedendo la sua disidratazione per occlusione.

Il MAI può essere definito come una crema naturale prodotta dalla cute stessa per proteggersi dall’ambiente esterno e mantenere la sua fisiologica idratazione.

Carenza del Fattore di idratazione naturale della pelle o NMF

L’NMF, assieme al sudore, costituisce il restante 5% della composizione del film acido idrolipidico o MAI. È costituito in prevalenza da aminoacidi, in miscela con sostanze zuccherine, urea, sali e PCA, e svolge una funzione molto importante: trattiene lacqua sia nella cute che prelevandola dall’ambiente.

In pratica, se il MAI è una crema naturale, lNMF è il fisiologico umettante della pelle.

La sua funzione è quella di mantenere leggermente umida la superficie della pelle a contatto con l’ambiente, al fine di mantenere, quanto più regolari possibile, gli scambi di acqua tra superficie, zone più profonde dello strato corneo e ambiente circostante.

L’acqua sulla superficie cutanea diffonde in profondità dallo strato corneo in modo da mantenere un certo grado di umidità che riflette il bisogno di acqua delle cellule cutanee superficiali.

Inoltre, tale umidità è essenziale nel regolare la temperatura corporea, mantenendo costante l’idratazione dello strato corneo dell’epidermide.

L’NMF assieme al MAI, infatti, regola le perdite di acqua insensibili o Trans Epidermal Water Loss (TEWL), bilanciando l’acqua persa con la dispersione di calore e attivando gli scambi con l’ambiente.

Il TEWL è considerato un indicatore, un indice dellintegrità della superficie della pelle e quindi della salute della pelle.

Cause interne ed esterne della xerosi cutanea

Abbiamo appena visto i sintomi e le alterazioni cutanee associati alla xerosi cutanea.

E abbiamo compreso che la secchezza cutanea è fortemente legata a una disidratazione spinta della pelle, determinata non solo dalla perdita di acqua superficiale ma, soprattutto, da alterazioni della composizione lipidica dello strato corneo e del MAI e/o da un disequilibrio nella capacità della cute di trattenere acqua in superficie, in base alla sua concentrazione di NMF.

Tali alterazioni nell’aspetto e nella struttura dello strato corneo superficiale, del film idrolipidico che lo ricopre e del Fattore di Idratazione Naturale, o NMF, della pelle, sono attivate da cause interne ed esterne che favoriscono secchezza cutanea più o meno grave.

Fattori interni

  • Genetica: si è evidenziata una certa familiarità in alcune persone con problemi di xerosi cutanea.
  • Età: l’anziano è fisiologicamente più predisposto alla secchezza della pelle in seguito al normale processo di invecchiamento che colpisce le cellule cutanee, favorendo alterazioni nella loro funzionalità e struttura che sono ad esempio evidenziate dalla formazione di rughe. La xerosi senile è infatti una manifestazione della pelle secca associata all’età avanzata.
  • Menopausa e premenopausa: le alterazioni ormonali associate a questa fase della vita favoriscono nelle donne una maggior tendenza alla secchezza della pelle ed a una maggior incidenza di xerosi cutanea.
  • Dieta: un’alimentazione carente di nutrienti utili a mantenere la normale idratazione della pelle e la sua composizione, non solo in lipidi, può favorire problemi di Xerosi cutanea. In particolare le Vitamina A, C ed E e le Vitamine del gruppo B così come minerali come il Rame e lo Zinco sono coinvolti in numerosi processi metabolici che regolano anche la struttura e funzionalità della pelle. Quindi, frutta e verdura non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola, così come gli acidi grassi polinsaturi, in particolare gli omega 6, nutrienti molto amati dalla pelle presenti nei semi vegetali e nell’olio di lino, di borragine e di primula. Infine, non dimenticarsi mai di bere acqua.
  • Farmaci: alcuni farmaci favoriscono fenomeni di xerosi cutanea, ad esempio i diuretici.
  • Malattie: ci sono alcune malattie che presentano la xerosi cutanea, ad esempio il diabete, come sintomo secondario.

Fattori esterni

L’ambiente, così come le cattive abitudini di igiene e cura della pelle, possono condizionare la sua integrità e il suo benessere.

  • Temperatura dellambiente: se elevata può favorire eccessive perdite di acqua per evaporazione.
  • Umidità dellambiente: un ambiente secco, la conseguenza del sistema di riscaldamento d’inverno, ma anche di condizionamento d’estate, associati a infissi sempre più isolanti, favorisce la perdita della naturale umidità presente sulla superficie cutanea. L’acqua di superficie tende a liberarsi nell’ambiente secco per compensare la scarsa umidità.
  • Condizioni climatiche: il vento e il freddo d’inverno e il sole d’estate possono favorire alterazioni della composizione della pelle e perdita di acqua che portano a xerosi cutanea.
  • Esposizione non adeguatamente protetta ai raggi UV.
  • Fumo.
  • Utilizzo di detergenti particolarmente aggressivi e ricchi di tensiottivi: lavano via il grasso e quindi anche il film idrolipidico superficiale.
  • Utilizzo di cosmetici non adatti alla propria pelle o non abbastanza protettivi, in presenza di condizioni climatiche o ambientali che favoriscono la disidratazione cutanea. In particolare, ai primi sintomi di secchezza non proteggere e nutrire la pelle con il cosmetico adatto può favorire l’evolversi della xerosi cutanea.

Prendersi cura e prevenire la xerosi cutanea

In presenza di xerosi cutanea l’approccio più consigliato è quello di controllare lesposizione ai fattori esterni che la favoriscono.

Successivamente, è importante adottare abitudini di pulizia ed idratazione idonee per una pelle particolarmente secca, e anche imparare a proteggerla con i cosmetici adatti quando temperatura, umidità e condizioni ambientali diventano difficili da gestire.

  • Detergere la pelle secca con prodotti delicati, nutrienti e che non alterino il film acido idrolipidico. Evitare quindi bagnoschiuma schiumogeni e ricchi di tensioattivi e favorire l’uso di latti o oli detergenti più delicati.
  • Idratare la pelle con creme, oli o gel adatti ad eventuali alterazioni del film idrolipidico o carenze di NMF. Nel primo caso, a seconda del grado di alterazione del MAI, sono consigliati oli o creme che nutrano il mantello idrolipidico per riequilibrarlo e che contemporaneamente sopperiscano alle alterazioni della sua integrità. La base oleosa è spesso costituita da oli e burri, come il burro di karité. Quando invece la pelle secca a causa di carenza di NMF, si consiglia di scegliere formulazioni che contengano agenti umettanti che compensino la sua minore concentrazione, anche in un’ottica di riequilibrio. L’urea e il PCA sono componenti naturali dell’NMF e rappresentano anche i componenti umettanti presenti in alcuni prodotti cosmetici. Generalmente, la pelle secca presenta alterazioni sia del MAI che una carenza di NMF e sono disponibili formulazioni cosmetiche a base di oli o burro di karité emulsionati a urea, PCA e altri umettanti per rispondere al meglio alle esigenze di una pelle particolarmente secca. La xerosi cutanea è spesso associata anche a carenze di ceramidi e si possono trovare formulazioni adatte a reintegrarle.
  • Proteggersi da condizioni climatiche avverse: coprire bene le mani e il viso nel freddo clima invernale e proteggere in estate la pelle dall’azione disidratante dei raggi UV e dalla perdita di acqua per sudorazione.
  • Evitare gli ambienti secchi o utilizzare un cosmetico ad effetto barriera per evitare eccessive perdite di acqua superficiale.
  • Usare i guanti se si utilizzano detergenti per piatti aggressivi a casa o al lavoro.
  • Evitare bagni dacqua calda troppo lunghi e, se ci si lava più volte al giorno, limitare l’utilizzo di un detergente alla volta.
  • Bere acqua e seguire unalimentazione equilibrata, sana e ricca di frutta, verdura e fonti di acidi grassi polinsaturi omega 6.

La maggior parte di queste regole - quando si parla di alimentazione, detersione della pelle e protezione della pelle dall’ambiente - vale anche per prevenire la xerosi cutanea.

Per quanto riguarda la scelta del cosmetico, si consiglia di utilizzare prodotti idratanti e protettivi in presenza di condizioni climatiche o ambientali che possano favorire lo sviluppo di secchezza cutanea.

In ogni caso, è essenziale imparare ad ascoltare la pelle e le sue esigenze e, al primo sintomo di lieve secchezza, agire in ottica di prevenzione.

Adesso che conosciamo la xerosi cutanea, come prevenirla o controllarla non ci resta che capire se la nostra pelle è secca e rispondere alle sue esigenze. E ricordiamoci sempre le sane abitudini alimentari, di vita e di bellezza per evitare perdite di acqua e lipidi che possono diventare care per la nostra pelle!

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